Mi chiamo Adriano Grasso e sono vignaiolo

La mia è una piccola azienda di circa sei ettari situata a Calosso primo paese del Monferrato, che confina con Santo Stefano Belbo e Castiglione Tinella, gli ultimi paesi delle Langhe.

È un’azienda giovane che guarda al futuro.

Attualmente i vigneti sono in regime di conversione per la Certificazione Biologica.

Questa è una scelta dettata dal cuore, dalla passione di coltivare la vite nel modo più naturale possibile e dall’amore per questa terra. Se la Terra è sana e viva, anche la gente che abita in un territorio come questo vive meglio.

La gestione delle infestanti nel sotto-fila è fatta intervallando lo sfalcio con una lavorazione poco profonda del terreno che mira a tagliare le radici delle erbe infestanti.

I trattamenti contro peronospora e oidio sono fatti con prodotti a base di rame e zolfo cercando di limitarli il più possibile. In diversi casi una maggiore cura nei lavori di gestione della chioma aiuta a ridurre i trattamenti.
Per quanto riguarda la concimazione, questa viene fatta con letame o compost. Quando possibile si utilizza il sovescio per dare al terreno un maggior apporto di sostanza organica.

I vitigni coltivati sono Moscato, Barbera, Nebbiolo e Gamba di Pernice; quest’ultimo è un antico vitigno autoctono ormai presente solo più nel comune di Calosso e alcuni comuni limitrofi.

La fermentazione alcolica viene realizzata facendo un pied de cuve con lieviti autoctoni delle mie vigne.
Il lavoro in cantina, dopo che i nuovi vini hanno terminato la fermentazione, sono qualche travaso, l’assaggio e il batonnage.

L’affinamento viene fatto conservando i vini sulle fecce di fermentazione per 12 – 24 mesi.

Queste danno complessità e stabilità al vino, ma l’aspetto sicuramente più importante è che fungono da prevenzione naturale delle ossidazioni e permettono quindi di ridurre la concentrazione di solfiti.

L’imbottigliamento è fatto senza filtrazione con quarto di luna calante e bel tempo.